«Leggevo di tutto, pur di leggere. Se ci penso – ride – ho letto ogni romanzo d'appendice di una mia zia che chiamavo ironicamente 'l'intellettuale di famiglia' che aveva fatto la cameriera a Genova. Quando era tornata aveva portato con sé una serie di romanzi d'appendice: Eugène Sue quando andava bene.Â
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